Scheda biografica
Stefano Gigli, classe 1960, si interessa di fotografia fin da ragazzo, pur con fasi alterne. Entra a far parte degli "Amici di Carlo" nel 2004 e in questo contesto stimolante si confronta con gli altri soci e si appassiona allo studio della storia della fotografia. Nel 2005, insieme ai soci Emilio Vendramin, Simone Cesini e Marco Pellegrini, si dedica al progetto fotografico sull' ex Manicomio provinciale. Questo lavoro si conclude con la mostra "Il silenzio di ciò che rimane" presso i locali del Rettorato di Piazza Roma nel giugno del 2006. Partecipa regolarmente alle mostre collettive che il Centro Sperimentale di Fotografia organizza periodicamente. Utilizza da diversi anni il digitale principalmente per la praticità di avere il controllo diretto su tuttte le fasi di lavorazione fino alla stampa. È convinto che un'immagine possa "funzionare" indipendentemente dalla tecnologia adottata, ritiene quindi sterile una eventuale polemica tra analogico e digitale, semplici mezzi/strumenti nelle mani dell' artigiano/fotografo. Le sue fotografie non hanno una specifica connotazione artistica, spaziano infatti dal ritratto al paesaggio, dalla foto di strada a quella dei concerti, a volte a colori, altre in bianco e nero. | web: mostre: Il silenzio di ciò che rimane - Viaggio per immagini nell'ex manicomio di Ancona - Ancona, Luglio 2006
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